Una vita da profughi. Di rifugio in rifugio, di posto in posto, di paese in paese

Sono bastate poche ore per ridurre in cenere in lavoro di tre anni. Con esso si e’ incenerita anche la vita di tante famiglie di profughi Rohingya.

Ospitati in Bangladesh dal 2017, anno in cui dovettero fuggire a seguito di persecuzioni raziali e religiose inflitte loro da parte della maggioranza buddista del Myanmar, queste persone stanno conoscendo tutti gli orrori che una vita ti possa infierire.

Per quanto si sia lavorato con l’intento di dare dignita’ a questo gruppo etnico definito dalle Nazioni Unite come “la minoranza piu’ perseguitata al mondo”* e per quanto ci si fosse preparati ad ogni possibile evenienza, il peggio e’ andato ben oltre ogni possibile previsione.

E’ bastata una bombola del gas per dare fuoco a quello che e’ uno dei campi profughi piu’ densamente popolati e sicuramente piu’ esteso al mondo (quasi 900,000 persone vivono li).

Al momento gli sfollati sono oltre 45,000 mentre i dispersi ammontano a 339 persone. 10,000 le abitazioni di fortuna totalmente rase al suolo.

Uno dei problemi che ha reso la fuga piu’ complicata e l’arrivo dei soccorsi piu’ lento sono le recinzioni messe a perimetro del campo profughi da parte delle autorita’ locali.

Quello che a me invece mi ha toccato di piu’ nel profondo e’ librogiornale dei bambini dispersi e di quelli rinvenuti … il solo pensiero che sia necessario un documento del genere mi lascia sgomento.

*https://www.unrefugees.org/emergencies/rohingya/

Piuq il venditore di guide turistiche

Piuq ha 37 anni ed è padre di tre figli.

Vive in un villaggio alle porte di Siem Reap, la città della Cambogia nota per la valle dei templi in cui i vari re del Regno Khmer facevano costruire edifici mostruosamente imponenti, tra cui il famosissimo ed iconografico Angkor Wat.

L’abbiamo incontrato al tempio dedicato a Shiva di Banteay Srei. Come tutti quelli che vivono di turismo nell’epoca del Covid, è rimasto sfaccendato.

“Per fortuna ho un piccolo campo di riso, che riesce a produrre abbastanza per sfamare la mia famiglia per 4-5 mesi. Il resto si vedrà”.

Cerca di fare profezie sulla fine della pandemia. Segue logiche interessanti ed ha avuto accesso ad informazioni importanti per essere un contadino di un remoto villaggio del sud-est asiatico.

Non mi sbilancio, soprattutto per non demotivare la sua speranza nel futuro. Tanta fortuna Piuq!!

Pinut l’autista privato

Penut fa l’autista, generalmente sulla tratta Siem Reap – Phnom Penh.

Sulle braccia ha tatuate delle preghiere in sanscrito. Le ha fatte fare assieme a due amici da un monaco buddista.

Erano in tre a farle, due suoi amici d’infanzia e lui e tutti e tre hanno dovuto chiedere il permesso alle rispettive mogli prima di sottoporsi alla seduta.

Secondo la tradizione, il monaco che le ha eseguite recitava dei mantra mentre operava. A differenza del canone buddista hanno invece optato per moderne macchine europee o giapponesi, che sono più rapide e meno dolorose ma soprattutto più igieniche del metodo con steli di bambù.

Sophal la venditrice di spuntini locali

La siura vende insetti fritti, fra cui delle tarantole grosse come pulcini appena nati e pelose di peli ispidi e neri.

Il prezzo di una di quelle prelibatezze è di un dollaro statunitense e la si trova in un mercato alle porte della capitale sulla statale 6.

Mi è stato spiegato che la popolarità del cibo deriva dal periodo in cui i Khmer Rossi governavano il paese con il terrore.

La scarsità di cibo, dovuta alle arretrate condizioni in cui versava la società dopo la cura economica imposta dai villani al potere, ha portato gli abitanti della Cambogia a nutrirsi di qualsiasi cosa si muovesse e respirasse.

Vasha Shaheed Day 2021

La Giornata Internazionale della Lingua Madre e’ un evento globale sanzionato dall’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere l’educazione, la scienza e la cultura.

La giornata nasce a seguito delle richieste del Bangladesh, che dal medesimo giorno del 2000 ne ottiene un riconoscimento globale da parte dell’Assemblea Generale.

I fatti narrano che il 21 febbraio 1952 un corteo di studenti manifesto’ per le vie di Dacca per difendere l’uso della loro lingua, comunemente chiamata Bengali oppure Bangla. La reazione delle forze Pakistane fu al solito brutale ed i morti furono 5 mentre i feriti a centinaia.

All’epoca dei fatti, il moderno Bangladesh era solo una provincia del Pakistan che, a seguito della scandalosa e sanguinosa spartizione avvenuta nel 1947 delle Indie Britanniche, era composto dal West Pakistan (attuale Pakistan) e East Pakistan (attuale Bangladesh). In mezzo, a impedirne la continuita’ territoriale, sedeva e siede l’India.

Nel paese, si tratta probabilmente della festivita’ civile piu’ sentita, in quanto richiama l’indipendenza e l’unita’ nazionale. Casualmente, quest’anno andava ad aggiungersi perfettamente al finesettimana lavorativo, creando una tre giorni di interruzione dal lavoro. Per questo motivo, in barba a tutte le possibili precauzioni sanitarie, oltre un milione di persone si sono riversate sulla spiaggia piu’ lunga al mondo, quella di Cox’s Bazar. Chiaramente, l’uso della mascherina ed il mantenimento del distanziamento sociale sono l’ultimo dei problemi, visto anche che il numero di morti nel paese per Covid e’ risibile rispetto alle altre cause.

Ringrazio l’utente Facebook Asiful Islam Abir per il video postato anche sotto da cui ho preso uno screenshot da correlare all’articolo https://www.facebook.com/abirisl/videos/1743987799097197/

Un’infanzia ulteriormente rubata

Quasi mezzo miglione di bambini Rohingya nel megacampo di Ukhiya e dintorni subiscono piu’ di altri l’impatto della pandemia globale. Ecco alcune delle cause piu’ frequenti:

Aumento delle violenze contro i minori:

Le organizzazioni umanitarie incaricate del lavoro sul campo riportanto un’auento del numero di denunce violenze contro i bambini nei campi profughi, tra cui la frequente e’ quando un bambino e’ costretto a assistere ad una violenza, magari di un genitore verso quell’altro.

Chiaramente il tutto e’ legato alla salute mentale dei rifugiati, giovani o meno che siano, ed influisce per altro sulla medesima salute mentale, creando un circolo negativo che difficilente si puo’ spezzare da soli.

Le ragazzine inoltre sono molto piu’ prone al rischio di violenze sessuali, dovendo condividere per colpa del lock-down molto spesso ed a lungo degli ambienti angusti con uomini della famiglia allargata.

Aumento dei pericoli e degli infortuni

In effetti, avendo i bambini le scuole chiuse, hanno molto piu’ tempo libero incontrollato da genitori, che devono probabilmente lavorare, oppure da insegnanti con cui non si incontrano piu’.

Quindi i bambini non solo sono piu’ esposti ad annegamento, infortuni stradali, infortuni domestici, etc. ma, avendo tempo libero, sono chiamati a supportare i vari anziani e/o malati in casa.

Aumento del matrimonio minorile

Questo fenomeno e’ dovuto all’ulteriore impoverimento del nucleo famigliare.

Inoltre, non essendo piu’ forniti servizi scolastici (tramite i Child Friendly Spaces per esempio visto che di educazione formale in scuole vere dentro ai campi non se ne parla) a causa delle misure di distanziamento sociale, mancano anche dei fondamentali meccanismi di controllo che riescono in parte a dissuadere dal praticare certe tradizioni per altro desuete e non piu’ legali.

Aumento del lavoro minorile

Dipendente dal fatto che le entrate famigliari sono in calo, i genitori faticano a nutrire tutta la nutrita prole e si rifuggiano nel lavoro minorile (da considerare che nelle statistiche in Bangladesh, alla voce lavoro, si trovano anche i mendicanti che fanno la questua).

Merce di scambio oppure oggetti.

Sempre per i bimbi, sopra tutto, rimane poi il terrificante rischio di essere oggetto di traffico, magari spediti -e venduti- dalle famiglie di origine in Malaysia via mare su imbarcazioni deplorevoli per essere poi tratti in matrimonio oppure sottomessi a schiavitu moderna come domestici.

Tutto questo porta ad una richiesta da parte del Child Protection Sub-Sector di ulteriori condivisibili misure protettive, piu’ efficaci ed orientate a risolvere le nuove sfide emerse.

Fonte https://www.humanitarianresponse.info/en/operations/bangladesh/document/child-protection-risks-during-covid-19

Due mondi

Questa foto, a mio avviso, esemplifica molto bene la distanza fra il mondo occidentale e quello presente nel subcontinente indiano.

La cosa interessante è che la scienza moderna indica come altrettanto valida se non anzi migliore la scelta di squattare mentre noi glielo impediamo!

Vabbè dai, in un quella situazione ci sta di essere più rigidi credo ahahahah

Il mondo è diviso in due

«There are two kinds of people in the world: those with loaded guns, and those who dig»

I signori la sotto stanno scavando un pozzo per irrigare i cocomeri che probabilmente io mangerò.

Pistole a parte -visto che lo strozzinaggio, i debiti e la povertà sono armi anche più potenti di una pistola- dall’alto della mia posizione di maschio bianco alfa non ho mai trovato questa frase più vera.

Mohammad Abu Saddeque il pescivendolo

Mohammad passa le giornate inginocchiato vicino al trafficatissimo marciapiede della rotonda degli squali detta Dolphin Point a Kolatoli, Cox’s Baxar.

Ho provato a capire quali fossero il suo giro d’affari ed il guadagno quotidiano, senza ottenere alcuna risposta. Ciò che invece insistentemente ripete è che tutto il pesce che vedo costa 400 BDT/Kg (5 USD).

Avrei voluto mostrarvi il momento in cui pesa il pesce con la classica bilancia sollevata nella mano destra dalla mitologica dea romana Iustitia. Purtroppo il momento non è mai giunto visto che, in presenza degli stranieri, la vita in Bangladesh sembra fermarsi per ruotare poi attorno alla strana creatura dalle sembianze umane, alta, lattiginosa, talvolta occhialuta ma sempre buffamente vestita che si interessa ed interroga su tematiche vicine al nulla secondo il parere più condiviso localmente.

Nell’assembramento creato a seguito della mia presenza, molto chiassoso risulta essere l’autista di un tom-tom. Inizia a deridere in maniera un po cattiva il pescivendolo, descrivendolo come totalmente illitterato. Ottimo approccio, anche perché è saltato fuori che, invece di essere un un’intellettuale costretto magari da vicende politiche oppure opinioni pubbliche che attaccavano il potere costituito, anche l’autista è un ragazzo che ha studiato fino a metà delle scuole elementari. Il dotto potete vederlo in secondo piano nella foto mentre veste secondo la moda locale una sciarpa arrotolata attorno al capo ed alle orecchie per proteggersi dal freddo.